Il bisogno continuo e mai soddisfatto di rapporti sessuali, è spesso legato al bisogno di conferme narcisistiche e da un disagio interiore che alcune donne si convincono di placare attraverso la sessualità. Nel film Nymphomanic il regista Lars Von Trier racconta la storia di Joe e del suo rapporto con il sesso da quando aveva 15 anni fino ai 50. Un chiodo fisso che si trasforma in ossessione e dipendenza tanto da portare all’infelicità della protagonista.

Una patologia?

La parola ninfomania deriva dal greco Nymphe = sposa e Mania = mania e venne usata per la prima volta dal medico francese Bienville nel suo studio La ninfomania, ovvero trattato sul furore uterino. Inizialmente considerata una perversione, poi una patologia a partire dal 1992 l’Organizzazione Mondiale della Sanità l’ha inserita tra i disturbi dell’ipersessualità, insieme al suo corrispondente maschile, la satiriasi, per descrivere quella ricerca compulsiva e mai soddisfatta di rapporti sessuali.

Le cause

La ninfomania può avere sia cause psicologiche che biologiche; dal punto di vista organico, può essere scatenata dalla somministrazione di ormoni e da sostanze afrodisiache come la yohimbina, ma anche da alcune malattie che determinano una perdita dei freni inibitori e del controllo degli impulsi. Dal punto di vista psichiatrico può essere la conseguenza di patologie schizofreniche o maniacali che portano a uno scarso controllo della sessualità. Quasi sempre però, l’ipersessualità femminile è strettamente legata al bisogno di conferme narcisistiche che vengono soddisfatte attraverso le continue conquiste, oppure dal bisogno di dominio e sottomissione nei confronti dell’altro sesso, a causa di problematiche legate all’aggressività nei confronti del padre.

Un continuo bisogno di sesso

Le donne che soffrono di ninfomania sono alla continua ricerca di partner sessuali per placare l’insaziabile bisogno di sesso e ciò le porta ad essere disinibite, provocanti e seduttive. Il pensiero del sesso è talmente continuo e costante da danneggiare la vita lavorativa, famigliare e relazionale. Psicologicamente, però, questa ossessione non ha a che fare con il soddisfacimento fisico, ma con quello psichico e a situazioni di disagio interiore.

Un disturbo che va curato

L’ipersessualità va curata, al pari di altri disturbi compulsivi, come il gioco d’azzardo o lo shopping compulsivo. Le donne che ne soffrono, non sono mai serene e tranquille, ma vivono spesso momenti di malinconia, si sentono irrequiete e in alcuni casi possono sviluppare disturbi della personalità. Quando, perciò, ci si accorge di non ricercare più un partner perché piace, ma solo per soddisfare continui impulsi, è arrivato il momento di rivolgersi ad uno psichiatra o ad un sessuologo che con una psicoterapia mirata, e in alcuni casi dei farmaci, andrà a scardinare l’origine del problema.

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Fonte: http://www.amando.it/sesso/problemi-curiosita/ninfomania.html

 

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    1 commento

  1. sessuologo clinico 11 gennaio 2016 at 22:47 Rispondi

    molte sono le donne che, per vari motivi, pensano di essere “ninfomani”. Alcune in effetti lo sono proprio.
    Tuttavia determinate condotte eccessive sono foriere di una valutazione clinica completa (anche sessuologica, se agite in ambito sessuale) presso un capace psicoterapeuta allo scopo di diagnosticare chiaramente il problema (o i problemi), individuarne eventuali cause e capire infine che cosa poter fare per risolvere definitivamente. Sulla ninfomania poi si può vedere, in dettaglio, almeno nel pagine 282, 324 e 329 del “Il manuale pratico del benessere”, un percorso di auto aiuto psicologico patrocinato dal Club UNESCO, dove si propongono anche esercizi guidati, consigli concreti, prescrizioni salutiste nutrizionali e fitoterapiche, autovalutazioni pratiche e test psicologici per una crescita personale.

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